HO PRURITO, DEVO PREOCCUPARMI?

4 settembre 2015
 

Il prurito, oltre a essere una manifestazione tipica di problemi alla pelle spesso banali, può talvolta essere spia di malattie più serie. Basta ricordare «Caro diario», il film in cui Nanni Moretti narra il suo calvario, iniziato col prurito, per arrivare alla diagnosi di un linfoma.
Quali sono le cause del prurito?
«Il prurito può essere la spia di molte malattie della pelle, ma non solo. Spesso ha cause banali, come la secchezza della cute o la puntura di un insetto; altre volte è il segnale di malattie più importanti (neurologiche, psichiatriche, del sangue, ecc.). Un’analisi delle sue caratteristiche e di eventuali sintomi associati è necessaria per capire l’origine del problema e la sua gravità. Per esempio, un prurito localizzato a zone limitate della pelle in genere preoccupa meno di un prurito generalizzato. Un aspetto da valutare è anche la persistenza: c’è molta differenza tra un prurito che dura 1-2 giorni e uno che dura settimane o mesi. In quest’ultimo caso è sempre bene fare un controllo per escludere malattie importanti. Ancora: la presenza di segni sulla pelle che accompagnano il prurito, come nel caso di eczema, psoriasi o orticaria, può facilmente far capire la causa. A volte, infine, il prurito è una manifestazione di varie malattie che sono già state diagnosticate, come nel caso dell’insufficienza renale, epatica o di malattie neurologiche».

Quando va guardato con sospetto?

«Talvolta il prurito precede la comparsa dei segni clinici importanti della malattia ed è quindi molto importante per arrivare a una diagnosi precoce. Questo accade per esempio nel linfoma di Hodgkin, in cui un prurito intenso, che si accentua di notte e si accompagna a un’intensa sudorazione, è uno dei sintomi spia. Il prurito è poi un sintomo caratteristico anche della policitemia vera, malattia caratterizzata da un’eccessiva produzione di globuli rossi che, se non diagnosticata in tempi rapidi, può produrre gravi complicanze. In questi casi il prurito, oltre a essere diffuso, è scatenato o accentuato dal contatto con l’acqua (il cosiddetto prurito acquagenico). In gravidanza il prurito, oltre a essere segno di secchezza cutanea, può essere dovuto a tre condizioni principali: colestasi gravidica (blocco o rallentamento del flusso biliare dal fegato al duodeno; Herpes gestationis, condizione che non è causata da un virus ma da una reazione autoimmune e si caratterizza per intenso prurito e comparsa di papule e vescico-bolle localizzate soprattutto sull’addome; dermatite polimorfa della gravidanza, caratterizzata da prurito e comparsa di eritema, papule e manifestazioni simili ai pomfi dell’orticaria».

Che cosa fare per alleviare il fastidio?

«Non esiste un’unica soluzione valida: bisogna capire che cosa ha scatenato il prurito e agire di conseguenza. Esistono poi diversi rimedi sintomatici che possono alleviare il fastidio, da scegliere in base alla causa».

 

 

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